https://www.viagrageneriquefr24.com/acheter-du-viagra-sur-un-site-francais/

Attualità

È morto Andrea Camilleri, il dono di incarnare la letteratura

Lo scrittore è morto stamani all'ospedale Santo Spirito di Roma dove era da tempo ricoverato. Il papà del commissario Montalbano aveva 93 anni. «Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali - si legge nel bollettino dell'ospedale - Per volontà del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio».


Aveva un dono, Andrea Camilleri. Non era solo la scrittura, non era solo la fervida immaginazione, non era nemmeno la capacità quasi unica di «mettere in scena», nei suoi romanzi, vite, parole, opere e omissioni dei suoi formidabili personaggi. Era capace, e non capita spesso agli scrittori (a quasi nessuno di loro), di “incarnare”, la letteratura. Aveva il dono di trasformare, letteralmente, tutto ciò che toccava e raccontava, in letteratura, come dimostra, da ultimo il suo libro più “intimo”, «La casina di campagna»: storia dell'abitazione dei suoi nonni e teatro di avventure d'infanzia. Sarebbe dovuta diventare la sede della Fondazione a lui intitolata: è invece andata travolta dal maltempo, ma, allo stesso tempo, consegnata dal suo libro alla memoria dei lettori.

Aveva individuato, con molta precisione, Camilleri, da dove venisse, questa sua capacità: dalla fortissima qualità affabulatoria, dal sapore orale della sua scrittura, mai tradito, dalla caparbietà e dalla voglia di restituire a lettori e ascoltatori quello che hanno di più prezioso: il tempo e l'attenzione. Camilleri aveva un sacro rispetto per la gioia della narrazione (e lo si avverte ad ogni pagina) e mai avrebbe sottomesso questa istanza ad altre. Aveva scritto, con lungimiranza, in uno dei suoi primi libri, un saggio storico virato alla narrativa, «La bolla di componenda»: «È un mio difetto questo di considerare la scrittura allo stesso modo del parlare. Da solo, e col foglio bianco, non ce la faccio, ho bisogno d'immaginarmi attorno quei quattro o cinque amici che mi restano stare a sentirmi, e seguirmi, mentre lascio il filo del discorso principale, ne agguanto un altro capo, lo tengo tanticchia, me lo perdo, torno all'argomento».

 

I tre «fili» nella scrittura di Camilleri 
Il filo della scrittura di Andrea Camilleri si è intrecciato mirabilmente con tre elementi: la lingua, prima di tutto. Questa sua lingua “inventata”, da taluni contestata, ma linfa vitale della sua scrittura: certamente modellata sul dialetto della sua infanzia, appreso a Porto Empedocle (la Vigata letteraria), dialetto che ha reso comprensibile ai suoi lettori e insegnato loro quale forza possa avere ancora oggi l'idioma locale, l'idioma degli affetti, del sentimento delle cose.Poi il giallo, genere usato “forzatamente”: lo ha detto più volte. Si era infatti costretto, con «La forma dell'acqua», la prima delle avventure del Commissario Montalbano (destinato a diventare, anche grazie alla fortunata serie tv, con il volto di Luca Zingaretti, il più noto e riconoscibile personaggio letterario italiano), per vedere se fosse capace di scrivere in una forma chiusa. Ne era nato un filone dal quale Camilleri era stato capace di raccontare l'Italia contemporanea sotto le mentite spoglie delle storie di un integerrimo rappresentante delle forze dell'ordine alle prese più che con i malviventi con la ricostituzione di un “senso” delle cose civiche.
 

Un tema questo, che gli era caro e, con il tempo, era diventato occasione per le sue ripetute sortite pubbliche: era uno dei pochi intellettuali che diceva le cose che sentiva, senza infingimenti, né addolcimenti. Schierato ma onesto: aveva la saggezza di guardare le cose dall'alto e la possibilità di permettersi di essere chiaro. Infine il romanzo storico, forse quello nel quale era riuscito, dal punto di vista della scrittura, meglio. Capolavori come «Il birraio di Preston» o «Il re di Girgenti» (che lui considerava la sua vetta letteraria) avrebbero assicurato fama e rispetto critico a qualsiasi autore; per lui erano la punta di un iceberg in un'opera che è confrontabile solo a quella di Simenon o, per altri versi, a quella di Graham Greene.L'opera di Camilleri è la risposta univoca all'eterna domanda: è possibile unire la popolarità, il successo, la fama alla qualità letteraria? In quaranta anni di carriera editoriale (dopo una vita trascorsa tra il teatro e la tv), non si può che dire sì. Certamente. Nessuno è in grado di dare la ricetta, ma, nel suo caso, aveva trovato la pietra filosofale.

 

Il successo oltre ogni attesa e il Camilleri pubblico 
Il successo oltre ogni aspettativa, diciamo pure oltre il sogno di qualsiasi autore ed editore, ne ha fatto di gran lunga lo scrittore più noto e, in una parola che non si teme di usare nel suo caso, amato tra quelli italiani. Perché la storia letteraria dello scrittore siciliano si intreccia inevitabilmente con la sua figura pubblica: la posa ieratica, il volto iconico, la voce pastosa e grave, arrocchita da milioni di sigarette, la cadenza sicula, segno identitario anche della sua scrittura, le parole scandite con lentezza e precisione, la saggezza e la forza delle idee che negli anni ha potuto esprimere su tutti i media, il divertimento che portavano i suoi racconti, ne hanno fatto uno dei pochi (se non l'unico) scrittore in grado di instaurare con il pubblico una storia di simpatia, di complicità, di “tifoseria”, in alcuni casi, e sicuramente di affetto.

Per paradosso, la qualità letteraria di Camilleri, è addirittura passata in secondo piano da quando il successo lo ha travolto. Della sua felicità di scrittura si sono resi conto milioni di lettori, della qualità della sua prosa e della sua sapiente invenzione di una lingua resta testimonianza nei suoi libri. Il regalo che ha fatto Camilleri agli italiani è la sua opera, destinata ad accompagnarci ora per molto tempo e ad essere un punto di riferimento della letteratura italiana del secondo Novecento, anche all'estero, insieme a quella di Italo Calvino e Umberto Eco.







FONTE: https://www.ilsole24ore.com/art/addio-camilleri-ovvero-dono-incarnare-letteratura-ACArY0R

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
©2019 RipetizioniCorsi.it All Rights Reserved. ALESSIO LEONCAVALLO: VIA DELLE MURETTA 34, 00040 ROCCA DI PAPA (RM) P.IVA 13624251008

Search