Cultura & Attivita'

Allenare alle nuove competenze

E’ indubbia la complessità e i mutamenti costanti a cui siamo tutti sottoposti. Nella sfera professionale così come in quella privata, il cambiamento invade e pervade le nostre vite, la cui gestione non può soltanto avvenire attraverso le competenze e le modalità utilizzate finora.

Qual è dunque la modalità più ecologica e sana per affrontare e gestire i cambiamenti o semplicemente la quotidianità? Cosa può apportare beneficio e cosa può elevare il benessere psico-fisico delle persone?
Una risposta c’è: allenare quelle competenze che permettono di gestire e raggiungere performance eccellenti sia nella professione che nella vita in generale e che, al contempo, consentono di mantenere un buon equilibrio a livello energetico e motivazionale.
Scopriamo dunque quali sono.
Immaginate di aver conseguito la laurea e quindi di aver acquisito tutte le necessarie competenze tecniche che vi hanno consentito di accedere al contesto lavorativo che sognate o al quale ambite. L’azienda vi piace, le persone con cui collaborate anche, avete molte aspettative miste a timore e ansia, com’è normale che sia quando vi addentrate in qualcosa di completamente nuovo. Iniziate ad apprendere il processo entro il quale viene implementata la vostra attività, conoscete i vostri obiettivi di performance e gli obiettivi definiti dall’azienda. Anche l’azienda in quanto entità in evoluzione è in costante cambiamento: è sottoposta ad acquisizioni di rami o di intere società con conseguenti cambiamenti organizzativi; si trova a dover agire rapidamente in mercati globali e competitivi; deve costruire o potenziare la capacità di innovarsi e così via.
Ora fermatevi un momento, leggete e immaginate di nuovo. Immaginate l’innovazione e di conseguenza la costante acquisizione di nuovi processi, i cambiamenti improvvisi di ruolo, di mansioni, la celerità, l’autonomia e le nuove responsabilità mentre siete nella fase di nuovi apprendimenti, le possibili conseguenze sulle attività e sulle persone e tutto ciò che affluisce liberamente nella vostra mente. Riflettete ora sulle vostre capacità e domandatevi: ho tutto ciò di cui ho bisogno per gestire con rapidità i cambiamenti? Sicuramente sarete in grado di gestire le attività in quanto avrete acquisito le competenze tecniche necessarie, ne comprendete i processi, vi state allenando nella quotidianità, sviluppate delle nuove competenze in corso d’opera e, nell’azione, acquisite la capacità di saper fare. Ora la domanda è:


Quali pensate o immaginate possano essere le competenze, oltre a quelle tecniche, utili alla gestione ottimale non solo del lavoro, ma del contesto e di voi stessi?


Entrare o vivere nel mondo del lavoro implica entrare in relazione con le persone, in quanto ogni giorno si comunica con il proprio team, con i colleghi, con i superiori, ma soprattutto si comunica con se stessi. La comunicazione non è soltanto verbale e diretta all’esterno o all’interno, ma è anche interagire attraverso le emozioni. Tutto ciò che è esterno a noi ha necessità di essere “decodificato”: le azioni e le non- azioni delle persone; il contesto in generale (ciò che vediamo) e ciò che dobbiamo inferire. Sono pertanto all’opera le nostre percezioni, ossia come interpretiamo ciò che è attorno a noi che, a sua volta, è influenzato e influenza ciò che è dentro di noi. La nostra mente può attivare filtri inconsapevoli, pregiudizi, emozioni derivanti da esperienze precedenti che potrebbero non corrispondere alla situazione attuale. E’ possibile che, di fatto, agiamo un comportamento acquisito in una situazione passata che non è necessariamente funzionale alla situazione che si sta vivendo. La complessità non è solo esterna, ma è anche interna e afferisce alla modalità con cui percepiamo e gestiamo noi stessi a livello razionale e a livello emozionale.
Vi chiedo di nuovo:
quali pensate o immaginate possano essere le competenze, oltre a quelle tecniche, utili alla gestione ottimale non solo del lavoro, ma di voi stessi?
A quali delle vostre risorse interne potete attingere per gestire i pressanti cambiamenti e cavalcare con agilità le trasformazioni che si presentano?
Il grafico qui di seguito mostra l’impatto che l’intelligenza emotiva ha sulle performance.

Cos’è dunque l’Intelligenza Emotiva? E’ la capacità di integrare il pensiero razionale con le emozioni al fine di scegliere e decidere ciò che per noi è sostenibile e importante. Formare un’alleanza con i sentimenti è la chiave per gestire noi stessi, gli altri e perseguire obiettivi eccellenti, integrando le abilità in grado di: auto-dirigersi, generare autoconsapevolezza e costruire relazioni durevoli e autentiche. L’intelligenza emotiva è suddivisa in due macro-competenze: competenza personale e competenza sociale. La prima determina il modo in cui controlliamo noi stessi, la seconda il modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri. La competenza personale si avvale della motivazione, della consapevolezza e della padronanza di sé, mentre la competenza sociale fa leva sull’empatia e sulle abilità sociali, tra cui: leadership, gestione del conflitto, influenza, costruzione di legami (Daniel Goleman, 1998). Tali abilità funzionano in sinergia con quelle cognitive, per cui chi raggiunge prestazioni eccellenti dispone di entrambe e gestisce con più agilità l’attuale complessità del lavoro. Da recenti ricerche è emerso che il quoziente intellettivo non determina e non è sufficiente per conseguire livelli performance di successo, mentre individui che possiedono maggiori abilità emotive raggiungono alti livelli di performance sul lavoro (Peter Salovey, 2007).

In sintesi, l’intelligenza emotiva determina la nostra potenzialità di apprendere le capacità pratiche basate sulla consapevolezza e padronanza di sé, motivazione, empatia e abilità nelle relazioni interpersonali. Il livello di competenza emotiva misura quanto di queste potenzialità abbiamo tradotto in comportamenti agiti. Allenarle è la condizione sine qua non per facilitare non solo il raggiungimento di performance di successo, ma anche per elevare i livelli di benessere in generale.


E’ tempo dunque di allenarci, di investire le energie alla scoperta di noi stessi, è tempo di scoprire e massimizzare il nostro potenziale. A noi la scelta se reagire o agire.

 

 

Sabina Proietti

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