Politica & Economia

Google, Facebook, Amazon e le tasse per le piattaforme hi-tech

Le principali aziende tecnologiche del mondo (5 su tutte: Apple, Google, Microsoft, Facebook e Amazon) godono da anni, anche grazie alla straordinaria mole di profitti non tassati, di salute eccellente e straordinari corsi borsistici. Ma qualcosa sta cambiando.

Il 12 dicembre, dopo mesi di pressing internazionale – tra dossier di Bruxelles, scatti in avanti del G4 (Italia, Francia, Germania e Spagna) e proposte di web tax via Ocse dal 2020 – Facebook ha annunciato una svolta importante nel suo rapporto con le fiscalità nazionali.

A partire dal 2018 e a regime dal 2019, il social network californiano varerà una serie di «strutture di vendita locali» che opereranno, di fatto, come soggetti fiscali nei paesi dove l’azienda di Mr. Zuckerberg svolge attività economica.

Dal punto di vista tecnico e dei principi è una novità importante. Facebook Italia, ad esempio – ma il modello si riproporrà in altri 25 paesi “rilevanti” –, diventerà un vero e proprio soggetto giuridico su cui verrà imputata la catena del valore, cioè i ricavi prodotti nei confini nazionali.
In sostanza, l’economia digitale e senza frontiere torna a “territorializzarsi”, legandosi alle fiscalità nazionali secondo un modello molto simile alla «stabile organizzazione» della vecchia economia industriale. 

 

 

Fonte: www.ilsole24ore.com 

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