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Scuola & Universita'

Scuole oltre la disabilità

“La vera disabilità è quella dell’anima che non comprende...Quella dell’occhio che non vede i sentimenti...Quella dell’orecchio che non sente le richieste di aiuto...Solitamente, il vero disabile è colui che additando gli altri, ignora di esserlo”. ‘Disabile’ è dunque la società che emargina...

La scuola che limita...Il gruppo che non accoglie ... Lo sport che non include ... Il vero problema di un portatore di handicap non è la sua ‘disabilità’, non sono nemmeno le sfide quotidiane che deve superare, neppure la difficile accettazione della suo status... ma il peso degli sguardi, il non senso delle parole, di tutti coloro che non sanno e non comprendono.

“La principale problematica che il non vedente si trova a dover superare - dichiara Andrea Titti, ipovedente Editore di Meta Magazine - non sta nell’eventuale cura medica della sua patologia, ma nel suo personale inserimento all’interno della comunità in cui vive, partendo dalla sua stessa famiglia, dalla cerchia di amici, per arrivare al posto di lavoro ed all’impiego del suo tempo libero.

L’essere ed il sentirsi pienamente integrato nella società in cui vive, da cui consegue una completa e matura accettazione della sua condizione. Tutto ciò non dipende soltanto dalla volontà del disabile, o dal suo livello di consapevolezza di sé, ma è strettamente connesso al livello di accettazione che gli altri hanno rispetto alla disabilità di cui è portatore”. Dunque - conclude Titti - “La disabilità non è problema clinico, ma una questione sociale” e proprio da questa consapevolezza che il progetto "Scuole Oltre La Disabilità", promosso da Meta Magazine in collaborazione con l’Unione Italiana Cechi ed Ipovedenti di Roma e Provincia e rivolto agli studenti delle Scuole Superiori del territorio, con l'obiettivo di eliminare pregiudizi e convinzioni distorte e stereotipate. L'iniziativa prevede una serie di incontri all’interno delle scuole stesse con persone con handicap visivo, che racconteranno i propri vissuti, il rapporto tra persone disabili e animali, in particolare il ruolo dei cani guida; condivideranno difficoltà e sfide di ogni giorno, come la pratica sportiva, anche agonistica; informeranno sugli strumenti tecnologici e multimediali che oggi consentono ai non vedenti di studiare, lavorare e interfacciarsi col mondo. Il progetto si propone di far conoscere, attraverso una fase di ascolto e consapevolezza, la condizione di disabilità visiva, svolgendo un’opera di sensibilizzazione nel contesto scolastico che rappresenta la pietra miliare del tessuto sociale, affinché sia più aperto e preparato ad ’integrare’, o meglio, ad includere. Al termine degli incontri previsti, verrà organizzato un convegno in cui, insieme alla disamina degli esiti del progetto, verrà lanciata la proposta di dotare ogni Istituto Scolastico di strumenti tiflotecnici, ricordando che ogni disabilità non è un ostacolo ad una piena realizzazione di sé, ma solo una condizione che richiede strumenti diversi per attuarla in un sistema che offra concretamente pari opportunità.

Non potendo stabilire il contatto oculare e quindi ‘scambiare’ informazioni visive, i non vedenti, risultano penalizzati nei contatti sociali. L’assenza di risposte visive, inoltre, rischia di disorientare l’altro, inficiando o addirittura compromettendo l’interazione reciproca. E’ quindi indispensabile creare un ambiente che comprenda i bisogni e risponda con un coinvolgimento attivo, di accettazione ed affetto. Conoscere per superare gli ostacoli comunicativi gettando le basi per una relazione educativa significativa, che consenta il superamento di stereotipi e di resistenze emotive che riducono i rapporti umani a cliché preordinati e sterili, che alimentano comportamenti discriminatori creando un tessuto sociale debole di emarginazione e isolamento. Modificare l’atteggiamento culturale verso gli handicap, significa dover cambiare la percezione della condizione di disabilità, attraverso processi empatici di inclusione positiva, integrando alla diversità, formando alle differenze con rispetto, dignità e solidarietà in un divenire costante; cosicché

l’orecchio sentirà... l’occhio vedrà e l’anima comprenderà...

 

Sabrina Chiacchia

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