Storia

Immigrazione e impero

Quando pensiamo ai rapporti fra romani e barbari , subito ci vengono in mente le grandi invasioni: le cosidette “invasioni barbariche” che misero in ginocchio un impero. In realtà le cose erano un po' più complesse di cosi. 

Durante il II e il III secolo l'integrazione e non il conflitto rappresentava la realtà di questi rapporti. L'impero romano tramite l'oculata gestione del cosidetto limes, organizzava e “legalizzava” letteralmente l'immigrazione all'interno dell'impero. Le tribù che chiedevano ospitalità venivano abilmente dislocate ed andavano ad alimentare una riserva di manodopera e soldati che sicuramente faceva comodo a Roma. I “barbari” tramite il lavoro nei campi, e l'addestramento nell'esercito si mischiavano con la cultura romana, e con l'editto di Caracalla del 212 d.C. divenivano di fatto indistinguibili dai romani veri e propri. Non vi erano in fondo grandi problemi di “razzismo” come potremmo intenderlo ai giorni nostri. L'impero era un crogiolo di popoli che si estendeva dalla Britannia alla Siria e di sicuro le etnie integrate al suo interno erano svariate.

Quando è che questa immigrazione e integrazione si trasformò in invasione? L'episodio sicuramente più disastroso e gestito malamente fu quello dei Goti. I Goti erano null'altro che l'ennesima tribù che chiedeva ospitalità e integrazione all'interno dell'impero. Gli Unni alle loro spalle saccheggiavano e razziavano, e spinti dalla paura ,le tribù gotiche chiesero asilo all'impero romano. Siamo nel 376 d.C. imperatore dell'impero romano d'oriente a quel tempo era Valente, che acconsentì. Quello che tuttavia non si era tenuto bene in conto era il numero sconfinato di queste tribù, che avendo ricevuto la notizia dell'apertura delle frontiere del limes, si riversarono sul Danubio speranzosi di una vita migliore. La situazione sfuggi di mano quando si inizio a speculare su questa grande massa di gente, che in attesa di essere dislocata, fu fatta accampare (con quello che noi definiremmo un campo profughi) all'interno dell'impero. Si sfruttò la disperazione di queste persone per fare affari, le famiglie vendevano i figli come schiavi per ricevere un pezzo di pane. Il malcontento montò rapidamente, le tribù gotiche si ribellarono, massacrarono il contingente romano che li sorvegliava e si diedero alla razzia. 

Iniziò la cosiddetta guerra gotica, che portò alla disastrosa e catastrofica sconfitta di Adrianopoli, a seguito della quale il successivo imperatore Teodosio I fu costretto ad assoldare come mercenari e non come legionari i Goti, di fatto eliminando ogni possibilità di integrazione. I Goti continueranno ad avere i loro capi, e contemporaneamente a servire l'impero. Fu poi uno di questi generali mercenari, a capo dell'esercito romano nei Balcani, Alarico a saccheggiare Roma nel 410 d.C. E in questo modo cominciarono le cosiddette “invasioni barbariche”.

 


 Domenico Di Fraia

 


FONTE: 
https://www.facebook.com/TheMarcoAurelioProject/

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